i libri della Grecchi

Un libro insolito

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Avete presente quella catena di Facebook che impone di pubblicare per dieci giorni un libro che è piaciuto senza commenti e di nominare un’altra persona che faccia la stessa cosa? Bene io proprio non sono riuscita a partecipare, ma ho scoperto alcuni titoli interessanti che mi sono ripromessa di leggere, uno di questi è Senza Tregua di George Alec Effinger, Editrice Nord.

Mi aspettavo di leggere un romanzo di fantascienza e invece mi sono trovata in un crime abbastanza buono. Di fantascientifico ci sono gli impianti cercebrali che permettono di cambiare personalità e la possibilità di cambiare il proprio corpo senza problemi, basta pagare.

L’autore George Alec Effinger è statunitense e quindi mi aspettavo di leggere una storia come minimo ambientata in un paese di lingua anglosassone spostata nel futuro.

E invece no.

La cosa più spiazzante in questo libro uscito nel 1987 è l’ambientazione in un paese di lingua araba perchè di solito queste storie si svolgono in occidente, alla fine sembra di leggere una storia delle Mille e una Notte.

Il protagonista indossa la galabeya per uscire di casa e per passare inosservato si veste e si comporta come un fellah, un contadino. Quando incontra chi ha potere prima si mangia e si beve e poi si parla di affari e quando c’è il ramadan si sta svegli tutta la notte.

Il protagonista Marìd Audran viene dall’Algeria ed è musulmano, ma non osservante e questo lo fa passare per uno di poco conto. A me è sembrato la versione medio orientale di Philip Marlowe.

Il libro è scritto bene, il meccanismo crime funziona e penso che mi andrò a cercare gli altri due libri che compongono la trilogia: Programma Fenice e Esilio dal Budayeen.

 

Le scoperte della Grecchi

Alien, non solo film

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Una delle mie passioni storiche è la fantascienza. Avevo dieci anni quando mio padre mi mise in mano il mio primo Urania, s’intitolava Dalle fogne di Chicago, di Theodore Lockard Thomas e Kate Wilhelm, titolo originale The Clone.

Ne avevo qualcuno in più, ma non molti quando è uscito al cinema Alien, il film di Ridley Scott. Da brava fan ho visto tutti i film della serie di cui salvo il primo e il secondo, ma quello che non sapevo era che esistessero anche i fumetti che raccontano storie ambientate nello stesso universo.

Al Salone del Libro ho scoperto la casa editrice che pubblica l’edizione italiana di questi fumetti, usciti negli anni Ottanta e Novanta, la SaldaPress e ovviamente ne ho preso qualcuno.

E così eccomi di nuovo nel tunnel dei fumetti perché le storie sono molto belle, non si trascinano per decine di numeri, ma si concludono in due, tre o sei numeri e le illustrazioni sono affascinanti.

Se volete provare il brivido di leggerne qualcuno potete cercarli in edicola o acquistarli direttamente sul loro sito.

 

 

libri · serie

Altered Carbon

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Oggi parliamo di serie televisive: genere: fantascienza, canale: Netflix, serie: Altered Carbon.

Dieci episodi tratti dal romanzo omonimo di Richard K. Morgan ci buttano in un universo in cui non si muore, se si hanno abbastanza soldi. La coscienza viene salvata in dischi posti nella nuca. Dopo il primo anno di vita a tutti vengono impiantate queste pile e se ne hai la possibilità in caso di incidenti o malattia puoi cambiare corpo, puoi cambiare “custodia”.

Oltre a questa idea che da sola sarebbe bastata a non farmi cambiare canale, si viene ipnotizzati dalle immagini e dalla voce fuori campo del protagonista che commenta la storia. Sembra di vedere Blade Runner, l’originale, ma non solo. A me ha ricordato molto Strange Days di Kathryn Bigelow  . I costumi invece si rifanno a Matrix. La trama è un crime classico, il personaggio così disincantato e cinico deve qualcosa a Marlowe, il movente un sempreverde dell’animo umano, ma alla storia principale fanno da controcanto i personaggi secondari e le loro vicende, accennate e non approfondite perché non è necessario.

E i problemi sociali e morali che derivano dal fatto di poter vivere per l’eternità.

Un altro pregio di questa serie è la coerenza logica: la trama tiene, non ci sono misteriosi salti logici, ma tutti i fili si annodano e poi vengono dipanati come nelle serie di una volta, come nelle serie che piacciono a me.

Cercando recensioni in giro per la rete ne ho trovate due che sono agli opposti e che trovo indicative di come questa serie possa avere colpito lo spettatore a seconda del’età e dell’abitudine a digerire storie. Una la trovate su Wired, e l’altra su Movieplayer.

Per quanto riguarda il romanzo da cui è tratta la serie la buona notizia è che è stato ristampato da Tea e che io posso correre a leggerlo!

Esperienze · libri

Danse Macabre

Eccomi, scusate l’attesa ma qui tra stelle, trame e gomitoli il tempo vola! Il corso Calla Cardy è partito, il Microoroscopo, continua a vivere di vita propria e per quello che riguarda le trame ci stiamo lavorando!

A questo proposito sto leggendo un libro che mi ha regalato il marito per natale e ho appena scoperto delle cose sconcertanti sul tipo di letture e di film che prediligo. Il libro è questo: Danse Macabre, Stephen King, Frassinelli Editore

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Intanto la bella sorpresa è il traduttore, Giovanni Arduino, finalmente una traduzione di King degna di questo nome.

Io non conoscevo questo libro, si tratta di un saggio uscito nel 1981 che è subito diventato un testo fondamentale del genere horror, perché è di questo che parla King facendo un’analisi dettagliata di film e libri.  E fin qui tutto bene. Voi che idea avete del genere horror? Io ho scoperto di dover rivedere drasticamente la mia.

Per  me horror significavano film come La casa, Venerdì 13 e roba simile, con mostri vari, sangue e via dicendo, pellicole che ho sempre evitato perché non mi divertivano, ho anche avuto un paio di esperienze davvero terrorizzanti che mi hanno convinto a stare alla larga da questo genere di film.

La prima volta fu quando uscì al cinema Nightmare, di Wes Craven. Io non sapevo cosa stavo andando a vedere e per i giorni seguenti ho avuto gli incubi. Non ho più visto un solo film della serie. La seconda volta fu con un film di un autore apparentemente rassicurante. Voglio dire voi cosa vi aspettate da un film di Pupi Avati? Be… niente di molto terrorizzante e invece sbagliate di grosso. La casa dalle finestre che ridono ha qualcosa di storto dentro che turba profondamente, o almeno io ne sono stata turbata, e non perché è ambientato in Italia.

Il genere che preferisco è la fantascienza e uno dei film che ho più amato è Alien di Ridley Scott, ma anche La cosa da un altro mondo, affettuosamente chiamato il carotone dagli amanti del genere, e vogliamo parlare dei baccelloni? Il primo Urania che ho letto è stato Dalle fogne di Chicago e avevo solo otto anni, per dire.

Bene ho appena scoperto che la fantascienza che più amo si può classificare nel genere horror. Praticamente questo libro analizza e ridefinisce il genere e io sono un po’ stranita e anche arrabbiata: mi hanno fregato in tutti questi anni, hanno spacciato film horror per fantascienza! Dove ho messo la sega elettrica? Vado a fare giustizia!