esperienze della Grecchi

Al lavoro!

Oggi parlo a voi che da piccoli avete preso i ferri in mano e che poi li avete abbandonati, a voi che in effetti vi piaceva lavorare con le mani, ma che poi siete stati distratti da altre cose sempre più urgenti o necessarie e che siete immersi nel vostro quotidiano.

Non vi è mai venuto in mente che potreste realizzare da soli una sciarpa o un cappellino senza spendere troppo?

Al giorno d’oggi è sicuramente più veloce prendersi una sciarpa o una maglia in un negozio, magari in uno di quei grandi store che ci sono in centro, e non importa di cosa è fatta o di chi l’ha fatta, basta che costi poco e che ci stia più o meno bene. In un attimo siamo vestiti di tutto punto a una cifra che riteniamo accettabile e possiamo uscire con le amiche o andare in ufficio sentendoci sempre a posto.

Molto più comodo.

Ma, e qui il ma era d’obbligo! E’ poi vero che quello che compriamo nei grandi store ci piace o ci sta bene? Alle volte mi chiedo se la gente quando si guarda allo specchio si vede.

Io per esempio ho rinunciato a cercare in questi posti un paio di jeans, un semplice, normale paio di jeans. Perché quello che trovo mi sta malissimo e evidenzia con cura tutte, ma proprio tutte le mie imperfezioni.

Così quando ho bisogno comincio a risparmiare e poi vado a cercare in qualche boutique, in qualche negozio di sicuro molto più caro di uno store, ma dove finalmente trovo qualcosa che non mi faccia sembrare un puffo grasso.

Tornando a noi farsi una sciarpa, un collo o un cappellino ai ferri è divertente, ci fa usare la testa e soprattutto ci permette di farla esattamente come la vogliamo e se perseverate arriverete persino a farvi una maglia, quindi niente scuse e afferrate i ferri!

E se siete degli irriducibili considerate cosa vi andate a comprare e di quanta plastica è fatto, vi ricordo che le fibre naturali sono: lana, cotone, lino, alpaca, e non polyestere o poliammide.

esperienze della Grecchi

Sbagliare è umano

A tutti capita di sbagliare, la perfezione è difficile da raggiungere e secondo me è ancora più difficile da mantenere. Ma chi ha voglia di parlare dei propri errori? Pochi o nessuno è normale. 

Invece l’errore fa parte della vita quotidiana e soprattutto dell’esperienza di ogni knitters. Alzi la mano chi non ha mai sbagliato una taglia, un campione o un punto traforato!

Parlare dei nostri sbagli secondo me fa bene perché fa capire alle principianti che non devono spaventarsi per un buco imprevisto e non visto e perché gli errori fanno aguzzare l’ingegno per trovare un rimedio, fanno imparare nuove tecniche per evitare di ritrovarsi nei pasticci e insegnano la pazienza. Insomma per fortuna sbagliamo!

Il mio ultimo errore degno di rilievo riguarda un cardigan che avevo in mente. Di sicuro ho sbagliato il campione perché mi è venuto piccolo: non si chiude.

Mossa da speranza ho pensato di farlo provare a un’amica di una taglia inferiore alla mia, ma… niente non si chiude nemmeno a lei! Oltre al campione devo aver fatto la pensata del secolo: fare qualche aumento in meno per il raglan fiduciosa che il filato una volta messo in forma in acqua avrebbe ceduto. Non l’ha fatto o almeno non abbastanza.

Adesso non mi resta che disfare il lavoro, armarmi di una buona quantità di pazienza, fare un campione ben fatto e eseguire il giusto numero di aumenti per il raglan. Quello che ho imparato è che devo avere pazienza anche se ho fretta di vedere l’idea trasformata in realtà.

E voi cosa avete sbagliato?

knit

Lavorare comodi!

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Si parla tanto male del divano, ma io gli voglio bene.

Si dice che il divano ti fa diventare pigro ed è responsabile di pisolini più lunghi del previsto, e questo è vero, ma per me il divano è anche il luogo di lavoro.

Io non ho una casa grande e la stanza che fa da studio fa anche da salotto. Per lavorare a maglia ho bisogno di stare seduta comoda, magari con la schiena appoggiata a una spalliera, con la possibilità di stendere o piegare la gambe a seconda di come mi sento e delle ore che passano.

Ho bisogno di una luce che illumini dall’alto le mani al lavoro e le istruzioni scritte su fogli di carta o su file che leggo dal cellulare.

Ho bisogno di avere tutto a portata di mano.

Ho bisogno di una ciotola porta gomitolo per non fare venire strane idee a Becks il Gatto.

Per questo ho attrezzato un angolo del divano a studio e laboratorio, e ho unito l’utile al dilettevole!