Il Cuore in Ballo

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Che tipo è una ragazza di vent’anni al giorno d’oggi? Di quelle che vivono da sole, laureate con centodieci e lode e dignità di stampa, fanno la ballerina e per mantenersi anche ogni altro genere di lavoro? Se avete voglia di scoprirlo dovete leggere Il cuore in ballo di Consolata Lanza, Buckfast Edizioni.

Con una prosa allegra e molto ironica Consolata ci porta nel mondo di Angelica e sembra di cadere indietro nel tempo, quando si era più magri, più disponibili e la cosa più importante in assoluto era “la compenetrazione di due anime” o una scopata fantastica come sintetizza un personaggio del libro!

In questo romanzo allegro e leggero seguiamo le vicende di Angelica, per lo più amorose, e l’eterno dilemma tra scelte di vita stabili e concrete e il colpo di testa.

Mi chiedo se la scelta del nome sia una citazione di Angelica, personaggio creato da Anne e Serge Golon protagonista di una serie di libri ambientati in Francia al tempo del re Sole e resa celebre dai film tratti dai romanzi. Anche questa Angelica aveva una vita sentimentale piuttosto intensa…

Consolata ha uno stile ritmato, molto ironico e ci consente di distrarci dal nostro presente almeno per qualche minuto se non per qualche ora, se volete conoscerla meglio vi consiglio di seguire il suo blog, Anaconda Anoressica, con un nome così non vi viene voglia di andare a vederlo?

 

E ora si legge!

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Eccoci qui: il 31° salone Internazionale del Libro di Torino si concluderà tra poche ore, il prossimo appuntamento sarà dal 9 al 13 maggio del 2019.

Nella foto potete vedere il mio bottino, di cui sono molto soddisfatta! C’è anche un intruso che sarà il protagonista della mia prossima recensione. Ovviamente vi parlerò anche del resto, m’incuriosiscono in particolare i fumetti di Alien che non ho mai letto.

Direi che il bilancio personale di questo Salone è più che positivo, in qualsiasi ora sia andata ho trovato decine di persone, ragazzi e ragazzini in particolare, le case editrici presenti erano così tante che ho la sensazione di non essere riuscita a vederle tutte, e anche oggi che è lunedì ed è l’ultimo giorno il Lingotto era gremito.

Se ve lo siete perso segnatevi le date per il prossimo anno e cercate di fare un salto, la sensazione di perdersi nei libri è meravigliosa, più di una volta ho perso il senso del tempo…

 

 

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È tempo di libri

Ieri è partito il 31° Salone Internazionale del libro di Torino, iniziano giorni intensi!

Ma la vera domanda è: quanto è importante per l’essere umano avere un buon profumo? Tantissimo a giudicare dalle decine e decine di bombolette di deodorante requisite dalla sicurezza e stivate in scatoloni! Praticamente l’unico vero oggetto sequestrato all’ingresso, sì perché la coda non è tanto alle biglietterie, quanto per la sicurezza, bisogna seguire come formichine ordinate tutta la gimcana che porta al controllo e poi finalmente si passa, se pensate di fare un salto andate leggeri, niente deodorante mi raccomando!

Appena entrati si viene avvolti dal rumore e dalla curiosità: decine e decine di stand pieni di libri a disposizione, da dove iniziare??? Di solito ci si aggira navigando a vista e sostando per leggere i titoli più strani o interessanti. Quest’anno poi ci sono tutti, ma proprio tutti, dalle case editrici minuscole, ai Templari Cristiani (?!?), alle grandi case editrici, ebbene sì ho visto lo stand di Mondadori e il ritorno di Adelphi.

I padiglioni sono cinque, il quarto è appena fuori in una specie di tendone con stand di editori e lo spazio dedicato agli incontri con gli autori, fa venire in mente le parole di Nicola Lagioia, il direttore artistico del Salone che diceva che il Lingotto è sold out e che non sapevano più dove mettere gli espositori!

È del tutto impossibile uscire di lì senza nulla in mano, il mio bottino ve lo mostrerò lunedì, per ora valutate se avete voglia di fare un giro, vi assicuro che il Salone merita una visita se non altro per conoscere editori che altrimenti non incontrerete mai sul vostro cammino e che magari hanno pubblicato il vostro libro preferito che ancora non conoscete!

Un’altro motivo per fare un giro è la gente. Ci sono famiglie, ragazzi, signore con cani (sono ammessi, ma non vi dico il loro entusiasmo), gruppi vari e poi autori e editori in libera uscita, non sai mai se la persona che hai appena incrociato è un autore che adori o un perfetto sconosciuto.

Il Salone è aperto dalle 10 alle 20 sabato, domenica e lunedì, gli affari migliori si fanno di lunedì quando nessuno ha voglia di riportare tutto a casa, assolutamente da non perdere è la shopper del Salone con l’immagine di Gipi, il logo del Salone di quest’anno.

E poi c’è il Salone Off, ma io non sono un animale notturno, quindi non credo che approfitterò, in ogni caso trovate il programma completo sul sito del Salone e potete anche scaricare sul vostro telefono un app con tutte le informazioni necessarie.

Buona divertimento!

 

 

Altered Carbon

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Oggi parliamo di serie televisive: genere: fantascienza, canale: Netflix, serie: Altered Carbon.

Dieci episodi tratti dal romanzo omonimo di Richard K. Morgan ci buttano in un universo in cui non si muore, se si hanno abbastanza soldi. La coscienza viene salvata in dischi posti nella nuca. Dopo il primo anno di vita a tutti vengono impiantate queste pile e se ne hai la possibilità in caso di incidenti o malattia puoi cambiare corpo, puoi cambiare “custodia”.

Oltre a questa idea che da sola sarebbe bastata a non farmi cambiare canale, si viene ipnotizzati dalle immagini e dalla voce fuori campo del protagonista che commenta la storia. Sembra di vedere Blade Runner, l’originale, ma non solo. A me ha ricordato molto Strange Days di Kathryn Bigelow  . I costumi invece si rifanno a Matrix. La trama è un crime classico, il personaggio così disincantato e cinico deve qualcosa a Marlowe, il movente un sempreverde dell’animo umano, ma alla storia principale fanno da controcanto i personaggi secondari e le loro vicende, accennate e non approfondite perché non è necessario.

E i problemi sociali e morali che derivano dal fatto di poter vivere per l’eternità.

Un altro pregio di questa serie è la coerenza logica: la trama tiene, non ci sono misteriosi salti logici, ma tutti i fili si annodano e poi vengono dipanati come nelle serie di una volta, come nelle serie che piacciono a me.

Cercando recensioni in giro per la rete ne ho trovate due che sono agli opposti e che trovo indicative di come questa serie possa avere colpito lo spettatore a seconda del’età e dell’abitudine a digerire storie. Una la trovate su Wired, e l’altra su Movieplayer.

Per quanto riguarda il romanzo da cui è tratta la serie la buona notizia è che è stato ristampato da Tea e che io posso correre a leggerlo!

Letture

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Breve aggiornamento sulle letture del momento.

Probabilmente non finirò il Simpatizzante, di Viet Thanh Nguyen, Neri Pozza Editore. Ho diligentemente superato la metà, ma davvero per quanto sia un libro scritto bene, questo autore non riesce ad afferrare la mia attenzione. Sarà perché in 260 pagine è successo ben poco. Lui è una talpa, un agente infiltrato nella parte avversa e scrive in prima persona, questa sarebbe la sua confessione. Di 500 pagine. Molte riflessioni, molte considerazioni, ma decisamente poca azione. Non fa per me. Anche se mi chiedo come finirà, non escludo di riprenderlo in mano.

Mentre tenacemente proseguivo nella lettura del Simpatizzante, per una serie di circostanze si sono accumulati almeno tre volumi di autori che conosco bene e che sono curiosa di aprire. Nell’ordine: Carlo Lucarelli, Intrigo italiano, Einaudi, Elizabeth Strout, Mi chiamo Lucy Barton Tutto è possibile, sempre di Einaudi, e un outsider un libro scritto da uno storico, Alessandro Barbero, Caporetto, Laterza. Raramente leggo libri storici, finita l’esperienza della tesi di laurea, vecchio ordinamento, ho messo la storia in un cassetto e poi il tempo passa e i vecchi amori ritornano.

Ma non è per loro che ho tradito il libro vincitore del premio Pulitzer per la narrativa 2016, è tutta colpa di Antonio Manzini con Pulvis et umbra, Sellerio!

 

 

 

 

Libri

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Non di soli gomitoli è fatta la mia vita e nemmeno di sola astrologia. Diciamo che non sono il tipo di persona che nella vita si è focalizzata su un unico obiettivo preciso, non ci sono mai riuscita. Da piccola adoravo la danza, avrei voluto andare a nuoto, ma non potevo causa raffreddori e otiti, e intanto facevo judo. Per dire.

Così mentre faccio una cosa di solito m’interesso ad altre due e in questo periodo sferruzzo, scrivo il microoroscopo, e leggo. I libri mi hanno sempre accompagnato, ma ultimamente io e loro abbiamo preso le distanze: ero troppo stanca per concentrarmi nella lettura, distratta da angosce e problemi e la mia attenzione volava via.

Ma un libro è la migliore compagnia soprattutto quando viaggi in treno, quindi ho pescato a caso nella mia libreria e ho scoperto un autore che è riuscito a catturare la mia attenzione e a permettermi piccoli intervalli di evasione dai problemi quotidiani.

I romanzi del commissario Maigret non sono per tutti, bisogna essere preparati a un ritmo lento, alla descrizione di stati d’animo non troppo edificanti. Il mistero alla fine viene risolto, ma ti resta sempre un po’ di amaro in bocca. Soprattutto il ritmo del racconto è lento, qualcosa a cui il lettore di adesso è poco abituato.

Questa scrittura però è riuscita a non farmi divorziare dalla lettura. Per fortuna ho in casa quasi tutti i Maigret pubblicati da Adelphi e molti dei romanzi scritti da Simenon perché era l’autore preferito di mia nonna, così ho sempre avuto solo l’imbarazzo della scelta.

I libri continuano a tenermi compagnia, ma è molto difficile per me in questo momento trovare un autore che tenga desta la mia attenzione, al momento sto sperimentando con questo: Il simpatizzante di Viet Thanh Nguyen, Neri Pozza Editore, vi saprò dire.