i libri della Grecchi

Un libro per non dimenticare

Quello di cui vi parlo oggi non è un libro molto adatto per il periodo natalizio: La scomparsa di Josef Mengele, Olivier Guez, Neri Pozza.

Quest’estate ho ascoltato un intervista all’autore e mi è venuta la curiosità di leggere il libro. Mi sono resa conto che non sapevo molto di questo personaggio a parte alcune delle cose che aveva fatto.

Il dottor Mengele era l’angelo della morte ad Auschwitz, quello che decideva chi doveva vivere e chi doveva morire. Quando arrivavano i vagoni carichi di persone era lui che indicava in che gruppo dovevano mettersi. 

Non solo. Mengele è noto per… faccio fatica a definirli studi. Il suo obiettivo era creare una razza ariana pura e si è concentrato sui gemelli. Ma quello che ha fatto è degno della fantasia del peggior serial killer.

In questo libro si raccontano gli anni del dopoguerra, la fuga in Sud America, la rete di persone che lo ha sempre protetto, di come la famiglia lo abbia sostenuto. Mengele non è mai stato preso, non ha mai dovuto affrontare un processo, è morto di vecchiaia.

Più che un romanzo questo è un racconto, quasi un documentario, che descrive di come quest’uomo sia vissuto roso dalla paura di essere riconosciuto e catturato e che non si è mai pentito delle sue azioni.

E’ così grande l’orrore che ha commesso quest’uomo che forse ho letto il libro sperando di trovare qualcosa, di capire come ci si può far prendere dalla follia fino a quel punto, ma mi sono resa conto che Mengele non si è mai reso conto di quanto a lungo l’abisso lo abbia guardato.

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Il giorno dopo

Il Salone del Internazionale del Libro di Torino si è concluso e oggi dovrei scrivere un post su questa esperienza che è stata bella, coinvolgente e molto stancante. Ma non me la sento.

Oggi è la mattina dopo la strage di Manchester. Ancora. Non me la sento di ridere e scherzare, voglio solo mandare un pensiero ai sopravvissuti e ai genitori delle vittime. Perché ho avuto paura anch’io mentre ero in coda per entrare al Salone. Eravamo su un grande piazzale: un’ auto lanciata a tutta velocità avrebbe potuto provocare una strage analoga a quella di Nizza o della Germania.

Io capisco che ognuno di noi deve andare avanti con la propria vita, è normale, ma fermiamoci qualche secondo per dedicare un pensiero alle vittime di queste stragi.

Io voglio dedicare questa immagine a tutti noi, siamo tutti uniti in un nodo, che lo vogliamo o meno.

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