esperienze della Grecchi

Priorità

Trasformare la materia prima in qualcosa che prima non c’era è davvero molto divertente. Non so voi, ma io cucino e trasformo ogni giorno verdure, carne, farina, in altre cose e non mi dispiace.

Non uso prodotti congelati e mi annoio a mangiare due volte la stessa cosa, intendo che proprio mi passa l’appetito perché per me mangiare è un piacere, non una cosa che bisogna fare per forza e il tempo dedicato alla cucina e al mangiare è un tempo importante, di piacere appunto.

Ho scoperto con gli anni che non tutti la vedono così, molti mangiano solo perché hanno fame senza curarsi di cosa si mettono in bocca, di cosa è fatto quello che mangiano, soddisfano semplicemente un bisogno a cui non associano altro piacere che quello di saziarsi.

Sembra inoltre che la gente quasi non cucini più. Cosa per me incomprensibile anche perché alla televisione ci sono decine di programmi che parlano di cucina… La gente evidentemente li guarda, ne parla, ma non applica, lo trovo un po’ un controsenso.

In fondo è tutta questione di organizzazione e di priorità. Io faccio la spesa programmando la settimana e poi trovo il tempo per fare, l’ho sempre trovato anche quando facevo la pendolare con sveglia alle 5,30 e rientro a casa alle 20.

Priorità.

Così come ho sempre un lavoro a maglia a portata di mano e non riesco ad andare a dormire senza aver fatto tre o quattro ferri almeno. Anche se sono stanca o se sono rientrata da una serata con le amiche.

Mi serve per rilassarmi e sgomberare la mente, è una priorità.

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Wip (Work in Progress)

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Oggi parliamo di un argomento scottante: i lavori iniziati e mai finiti, quelli che restano in fondo alla borsa e alla mente, che sì il pattern era bello, il filato una meraviglia, ma chissà perché sono rimasti indietro, sono diventati dei wip.

Ognuna di noi ha un wip nascosto da qualche parte lo so e chi dice di no è solo perché se n’è dimenticata.

Quando ho ripreso in mano i ferri dopo anni e anni di pausa avevo anch’io un wip in una borsa, aspettava da circa 15 anni. Voleva essere un maglione, ma non ci è mai arrivato. Il colore era marrone scuro, niente d’irresistibile, così quando ho ripreso la retta via ho pensato di non eliminare la lana, ma di aggiungere un colore a contrasto e fare una copertina.

I wip sono lavori rimasti in sospeso che prima o poi bisogna affrontare, bisogna guardarsi negli occhi fissare il gomitolo e chiedersi: disfo e faccio altro o lo finisco? Credo che sia una delle cose più difficili da fare perché i motivi per cui qualche lavoro resta incompiuto non sempre ci sono chiari, probabilmente è l’inconscio che lavora. 

Ci sarà qualcosa nel pattern che non ci diverte abbastanza. Sono lavori che abbiamo iniziato sull’onda dell’entusiasmo, ma che in realtà non ci sono mai piaciuto fino in fondo e non ci siamo divertite a lavorarli, non abbastanza. 

Prima o poi però dobbiamo affrontarli non fosse altro che per far spazio nel cassetto. Io al momento ho le calze col gioco di ferri che mi fanno venire i sensi di colpa e voi avete il coraggio di guardare in fondo alle borse?

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Decluttering d’inizio anno!

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Anche quest’anno ho deciso di partire ripulendo la scrivania: è incredibile quante cose si accumulino in un anno! 

Oltre a essere un’esigenza ho scoperto che è una cosa molto utile per tenere sotto controllo il caos e cercare di trovare l’organizzazione più adatta e più funzionale alle mie varie attività.

Come sempre sono partita togliendo tutto 

Poi ho fatto una cernita spietata di fogli, biglietti e cartacce varie. 
Infine la parte più importante: decidere come disporre i vari oggetti in modo da avere quello che mi serve a portata di mano.

Alla fine il risultato è quello che vedete, adesso sono pronta, anzi sono già partitaaaaa!

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Grazie!

Vi avviso questo è un post melenso, proseguite la lettura a vostro rischio.

E’ la fine dell’anno e buttando uno sguardo indietro mi sono resa conto che questo è stato l’anno delle amiche. 

Di quelle che sono riemerse dalla notte dei tempi e che mi hanno risolto il problema del logo (Cristina), di quelle che negli anni e anche adesso mi sono sempre state vicine e che mi hanno aiutato con la calma e il buon senso (Hachi), di quelle che mi sanno ascoltare e mettere in contatto con quello che provo (LaVale).

Poi ci sono quelle più giovani che mi tengono sveglia e che mi sostengono (tribal e oriental), quelle dormienti che si fanno vive quando serve e tutte quelle che mi seguono sui vari social.

Poi ci sono i lettori del blog, ragazzi grazie davvero!

Bene e adesso andiamo avanti.

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Regali fatti a maglia

Il Natale sta arrivando sempre più velocemente e come al solito alla fine verrò investita dal suo vortice: quanti regali mi mancano? Oddio e Tizio e Caio??? Come ho fatto a dimenticarmene!!!

Un classico.

Questo perché è vero che lavoro a maglia per gran parte del mio tempo, ma per scelta non faccio a nessuno regali fatti a maglia da me e così ogni anno devo trovare una soluzione diversa.

So che è un luogo comune: una knitter preparerà con cura e con amore regali fatti dalle sue manine d’oro per tutti i componenti della famiglia, ma io esco dal clichè e adesso vi spiego perché.

Quando ho ripreso i ferri in mano dopo anni mi è sembrata un’idea fantastica lavorare in estate per i regali di natale da destinare a amici e cugini. Così mi sono messa a pensare al modello adatto per ognuno, al tipo di filato e di colore e alla fine ho prodotto: una sciarpa ad anello per mio cugino di un colore verde sportivo che mi sembrava adatto a un ragazzo di vent’anni.

Poi mi sono dedicata alle sciarpe: una per mia cugina che viveva a New York realizzata in un filato spesso, ho pensato che laggiù gli inverni sono belli freddi, e un’altra per un caro amico, in realtà l’unico che mi ha dato un po’ di soddisfazione.

Infine per la moglie di mio zio, che ogni tanto sferruzza e quindi può apprezzare, ho prodotto una sciarpina bianca traforata, in realtà il mio primo lavoro traforato in assoluto.

Poi è arrivato Natale. L’entusiasmo e la gioia nei loro occhi quando hanno aperto i pacchetti era pari a zero, anzi forse qualcosa meno. Potevo risparmiarmi la fatica. Ma la cosa interessante è che in quella famiglia hanno sempre considerato lo scambio dei regali come una cosa futile e indotta da questa corrotta società dei consumi, quindi pensavo che avrebbero apprezzato dei regali fatti a mano e pensati apposta per loro.

Non importa, dopotutto è proprio vero che nessuno è profeta in patria.

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Cosa ho sui ferri?

LaGrecchi_wip

Lavorare a maglia per me è diventato un modo normale di passare il tempo. Si dice che lavorare a maglia sia un toccasana per migliorare l’umore, come minimo posso dire che aiuta a distrarsi dai problemi quotidiani e piano piano diventa un’abitudine che diventa una necessità.

Molti scrittori consigliano a chi ha il blocco dello scrittore di fare altro ad esempio lavorare a maglia o all’uncinetto perché sblocca la creatività.

E io che cos’ho sui ferri in questi giorni? Sì perché quando si entra nel tunnel un lavoro non basta, ce ne vogliono almeno due o tre in modo da poter scegliere a quale lavorare a seconda dell’umore, della stanchezza e della capacità di attenzione. Ad esempio mai lavorare un motivo molto traforato mentre si guarda il telefilm preferito, l’errore è dietro l’angolo.

In questo momento sto lavorando a un Marzolino in nero in un filato molto bello in merino e lino di LanaGrossa, quando sarà finito lo metterò nello shop. Poi devo finire le calze con il gioco di ferri, ammetto di averle lasciate un po’ indietro…

Ho deciso di riproporre Viking, una sciarpa con le trecce che avevo creato per i filati di VIACALIMALA. Ho ripreso il pattern, ho fatto qualche piccola modifica, e lo sto lavorando in un filato lana e seta della Sesia che da molta soddisfazione, quando sarà finita metterò il pattern su ravelry e la sciarpa nello shop.

E poi mi dovrò decidere a mettere mano alle istruzioni di maglie e cardigan…

Insomma il lavoro come si vede non manca mai e l’umore resta alto!

 

 

 

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Gioco di Ferri

laGrecchi_GiocoFerri

Quando ho ripreso in mano i ferri dopo anni non ho fatto dei corsi, ma ho preso un manuale e ho cominciato a studiare e a fare. Poi più tardi, quando ormai ero padrona della tecnica continental, ho cominciato a seguire corsi e workshop.

In un paio di occasioni ho anche provato a usare il gioco di ferri, sempre seguendo le istruzioni del manuale, ma forse non era il momento giusto o forse non avevo abbastanza pazienza, fatto sta che dopo poco mi saliva il nervoso e buttavo i ferri lontano da me!

Così quando si è trattato d’imparare a fare i calzini mi sono buttata con gioia sui mini circolari, minuscoli stecchini con il filo attaccato perfetti per le piccole circonferenze. In questo caso però bisogna usare le dita e dopo un po’ ho cominciato a sentire un certo affaticamento alle mani, così quando Federica di Wool Crossing ha proposto un corso per fare un calzino partendo dalla punta con il gioco di ferri mi sono iscritta, con gioia naturalmente!

Ho scoperto che il trucco è usare ferri non troppo lunghi di bambù, almeno per noi principianti, perché sono un po’ ruvidi e non si rischia di perdere i punti. Dopodiché la difficoltà rimane perché gestire tutti questi stecchini non è facilissimo e ci vuole una buona dose di pazienza. La tecnica consiste nel disporre le maglie su quattro ferri e usarne un quinto per lavorare un ferro alla volta. Il difficile è come tenere in mano il lavoro ed evitare che gli altri ferri s’intromettano mentre si lavora.

Mi sto esercitando, mi piacerebbe aggiungere qualche calzino allo shop.

 

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Blog non Marketing

LaGrecchi_blog_marketing

Adesso che ho aperto uno shop su Etsy su questo blog dovreste trovare solo articoli che vi spiegano chi sono, cosa faccio, perchè lo faccio e insomma dovrei essere così brava a scrivere che alla fine non potreste fare altro che comprare.

Questo se avessi ben chiaro in mente il mio target ovviamente.

Tranquilli per il momento non è così, sono un po’ confusa su quale potrebbe essere il mio target, ma ho deciso che invece di pensare era meglio agire e così ho fatto.

Ultimamente ho scoperto che noi vecchi blogger di una volta siamo ormai rari: adesso si apre un blog per uno scopo preciso che nella maggior parte dei casi è vendere.

Non me la sono proprio sentita di fare così perché è un comportamente che non mi appartiene. Io mi diverto a scrivere di quello che ho voglia: libri, cucina e maglia per esempio. Non posso pensare di concepire i miei articoli con l’unico scopo di far si che la gente compri, quindi vi dico subito che potete continuare a leggere il blog, ogni tanto troverete degli aggiornamenti dallo shop, ogni tanto un articolo un po’ più mirato, ma solo ogni tanto. Certo questo vorrà dire che venderò meno di altri, ma non importa.

Quello che farò di sicuro sarà a breve fare una news letter mensile a cui sarete liberissimi d’iscrivervi oppure no.

Bene ora che siete avvisati andate a guardare lo shop e se avete delle richieste scrivetemi!

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Knitting Bowl

Knittingbowl_LaGrecchi

Oggi parliamo di dipendenze. Lo so è un discorso serio, anche scomodo, ma ogni tanto bisogna farlo.

Lo dico: io ho una dipendenza. Ebbene sì non riesco a resistere alle ciotole portagomitoli, in inglese knitting bowl, appena posso ne prendo una!

Per fortuna non è un oggetto che si trova facilmente altrimenti in casa avrei dei seri problemi di spazio, almeno più di quelli che ho ora tra libri, gomitoli, fumetti, borse… scarpe no non sono una drogata di scarpe

Ho cominciato a desiderarle navigando su internet (perché Hannibal Lecter ha ragione: Il desiderio nasce da quello che osserviamo) poi le ho viste da Wool Crossing e ne ho preso una arancione, bella tonda, che mi ha fatto compagnia per diversi anni finché non ho scoperto che potevo trovarle anche da Flying Tiger.

E così adesso ne ho tre.

Se anche voi avete questa segreta passione vi suggerisco di fare un giro su Etsy perché ne hanno di meravigliose, l’unico problema secondo me è la spedizione, perchè di solito sono in ceramica e devono essere imballate e spedite con molta cura.

Naturlamente si possono usare per qualsiasi cosa, non solo per i gomitoli!

 

 

 

 

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Rientro

Mare_LaGrecchi

E così anche per me le vacanze sono terminate. E la notizia è proprio questa: ho fatto le vacanzeeee!

Dopo anni sono riuscita a rivedere e a vivere il mare, sdraiarmi su una spiaggia, ascoltare il rumore delle onde, andare sott’acqua, fare il morto. Mi sarebbe piaciuto anche saltare le onde, ma il tempo è sempre stato bello e il mare un olio.

E tutto questo in liguria, come da piccola: focaccia e camminata di circa venti minuti per andare e tornare dal mare.

Ma non è finita qui.

Il posto non l’abbiamo scelto noi, io Max e Toto, ma i suoceri che hanno deciso di sistemare il camper in un campeggio per tutto l’anno, noi abbiamo solo approfittato dell’occasione. Quindi non è colpa mia se sono stata a Santo Stefano al Mare, il paese dove si trova il negozio di filati Le magie di Emy, giuro io sono innocente!!!

Quindi ricapitolando: vacanze, mare, focaccia e… filati! Non potevo fare vacanze migliori.

Adesso sono tornata e sto lavorando a una nuova avventura che partirà in ottobre, ma questa è un’altra storia.