racconti

Raccontino?

Il Pacco

Era sulla scrivania avvolto nella sua bella carta rossa.

Una carta normale, di quelle che non hanno troppe pretese, non era lucida o decorata, non era vistosa, era solo della carta rossa.

Il pacco non era grosso, sarà stato grande più o meno come una mattonella, non molto spesso e nemmeno pesante. Riposava su un angolo della scrivania, tranquillo, senza pretese, in attesa. Nessuno lo notava passando, nessuno ricordava di averlo visto consegnare o di averlo preso in mano.

Il pacco avvolto nella carta rossa d’altra parte non dava segno di sé in alcun modo. Era finito su una scrivania che non era di nessuno, era solo un piano di appoggio in più in un ufficio dove erano tutti molto impegnati, sempre di corsa, difficilmente lo sguardo di chi passava da quelle parti si soffermava per più di due secondi sulla carta rossa del pacco, il che era strano, la carta rossa di solito attira l’attenzione. Qualcuno doveva averlo appoggiato lì e poi se n’era dimenticato.

Il pacco era diventato parte dell’ambiente, lo avevano spostato per far spazio ad altri oggetti, più utili, più urgenti, ma sempre lasciandogli una piccola porzione di scrivania.

A nessuno era venuto mai in mente di toglierlo di lì o magari di aprirlo per vedere cosa conteneva. Ci avevano appoggiato sopra carte, matite, chiavette usb e cavi di varie dimensioni. Lui non aveva mai protestato, non si era ammaccato e non aveva emesso suoni, ma docilmente si era fatto prendere in mano e si era fatto spostare, come un gattino fiducioso.

Il tempo passava e il pacco restava lì, la polvere rendeva il rosso della carta più pallido, quasi sfuocato.

In quella stanza solo alla sera si poteva avere un momento di calma, quando la maggior parte delle persone era tornata a casa propria e il pacco restava solo in compagnia del guardiano di notte. Qualche volta poteva capitare che un topolino un po’ troppo curioso uscisse dalla sua tana per andare in esplorazione e si avvicinasse al pacco, così senza farci troppo caso, dopotutto non sembrava qualcosa di commestibile. E nemmeno di pericoloso.

Dopo qualche tempo il guardiano notò che il formaggio nelle trappole restava per diversi giorni, almeno finché non si decideva a cambiarlo. Questo fatto gli sembrò un chiaro segnale dell’efficacia del suo metodo antitopi, così tutto soddisfatto smise di mettere trappole. Non badò mai nemmeno per un istante al pacco nella sua carta rossa, posato su un angolo della scrivania.

Il tempo passava e venne il momento in cui tutto il mobilio della stanza dovette essere spostato in una nuova sede. Arrivarono gli uomini del trasloco e portarono gli scatoloni. Gli impiegati cominciarono a riempirli, ognuno badava al contenuto della propria scrivania, così nessuno pensò di sgomberare quella in mezzo alla stanza, quella dove si trovava il pacco rosso. Quando arrivò il giorno del trasloco sul suo ripiano era rimasto solo il pacco, un po’ sgualcito, ma sempre sigillato.

Gli operai lo spostarono sul lavandino del bagno, fuori dai piedi e al riparo da polvere e urti.

Il pacco non s’offese, ma non appena scese il buio diventò piccolo piccolo e si lasciò scivolare giù dallo scarico del lavandino in cerca di una nuova sistemazione, di topi o… di prede più gustose.

Elena Grecchi

cucina

Biscottini Salati

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Eccoli qua i miei famosi biscottini salati! Si tratta di una ricetta semplice e molto veloce, ma di sicuro effetto che vi permetterà di fare la vostra bella figura in tutte quelle occasioni in cui sarebbe carino portare qualcosa da mangiare.

Visto il successo ottenuto alla Cena in Bianco ho pensato di essere generosa con tutti e voi e di darvi la ricetta con dosi e tempi. Ricordatevi che sono biscottini al burro, il segreto sta tutto nella cottura.

Ingredienti: 150 gr di farina, 1oo gr di burro, 50 gr di parmigiano grattugiato, 70 gr di prosciutto cotto magro, 1 uovo, sale.

Versate sul piano di lavoro la farina, il formaggio grattugiato e il prosciutto precedentemente tritato, mescolate gli ingredienti e poi aggiungete il burro ammorbidito e ridotto a pezzettini e un pizzico di sale. Impastate gli ingredienti finché il tutto diventerà omogeneo, ma cercate di non lavorarlo troppo con le mani, consideratela una pasta frolla salata.

Con il mattarello tirate una sfoglia dello spessore di circa mezzo centimetro e ritagliatela con gli stampini che avete a disposizione.

Disponete i biscotti in una teglia imburrata, nelle ricette di una volta si diceva la placca del forno, oppure rivestite la vostra teglia con la carta forno, grande invenzione. Spennellateli con l’uovo sbattuto, se volete conditeli con dei semi di finocchio, io non li uso, e passateli in forno alla temperatura di 170 gradi per 15 minuti.

Ricordatevi bene che il segreto per i biscotti al burro sono i tempi di cottura, non superate i 15 minuti anche se vi sembrano pochi e anche se quando li sfornate i vostri biscotti sembrano crudi: raffreddandosi diventeranno solidi.

Buon appetito!

 

 

 

 

 

Esperienze · Eventi

Wedding Time!

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Eccoli qui gli sposini! Mia cuggina Tullia e suo marito John insieme alla loro migliore amica Camille poco prima dello scambio degli anelli.

Mia cugina è un’inguaribile romantica e sognava da sempre il giorno del suo matrimonio così, nonostante l’unione fosse già avvenuta a New York, ha voluto fare lo scambio degli anelli a Milano circondata da amici, parenti e… zanzare! Decine di zanzare che hanno festeggiato allegramente con noi!

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La festa era a buffet nel parco di una villa a Milano e questa è stata la torta, niente male!

Naturalmente io sfoggiavo l’abito che già avete visto, ho scelto però un basso profilo, quindi capelli sciolti e sandali bassi di vernice, questa invece era la mamma:

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Cos’altro mi aspetta questo luglio? Ah! Sì la cena in bianco!!!

 

Esperienze

Colori!

Scattate con Lumia Selfie
Scattate con Lumia Selfie

Ormai è trascorso qualche giorno da quando io e Margherita siamo andate a Pitti Filati a Firenze. E’ stata un’esperienza intensa, ho messo il naso in un mondo che fino a qualche tempo fa guardavo dalla finestra.

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Colori, persone di ogni nazionalità, tessuti da guardare e toccare, e ancora colori e colori. Bellissimo.

E’ stato come partecipare a un stage di danza, quando per otto ore si balla cercando di seguire i maestri e lasciandosi andare alla musica e al ritmo, alla fine quello che hai imparato, fatto e visto ti rimane dentro e lo stesso è stato per Pitti Filati.

WP_20160630_18_23_20_Pro E poi Firenze con le sue piazze, i turisti sempre presenti in qualsiasi periodo dell’anno, i piccioni e il sole caldo, ma non implacabile per fortuna. Insomma è stata una bella esperienza che non avrei mai pensato di fare fino a poco tempo fa.