Il Racconto del Mese: Le Calze del Drago

Il racconto del mese: Le calze del Drago di LordMax

Eccomi qui con una nuova rubrica: il Racconto del Mese.

Ogni mese vi proporrò un breve racconto di autori esordienti, il filo conduttore sarà un capo fatto a maglia ai ferri e questo mese si parla di… calze!

Le Calze del Drago è un racconto di LordMax, scrittore e writing coach e potete ascoltarlo:

Le Calze del Drago un racconto di LordMax

o leggerlo:

“Udite! Udite! Per volere del nostro amatissimo Re tutti i cavalieri del regno sono chiamati a raccolta. Un drago malvagio imperversa nelle terre del Nord terrorizzando la popolazione. Il nostro amatissimo Re ordina a tutti i nobili cavalieri del regno di presentarsi a corte per ricevere l’incarico di trovare e uccidere la Bestia. A colui che porterà al Re la testa e la coda del Drago andrà in sposa la Principessa Aurora sua primogenita”

L’editto del Re letto a gran voce dai suoi Araldi attirò nella capitale cavalieri dalle lucenti armature e alti pennacchi, e cavalieri dalle bardature meno lucenti ma colmi di speranze. Truffatori, mendicanti, giocolieri, mercanti e menestrelli si univano alla folla festosa dei nuovi arrivati tanto che la città sembrava esplodere di gente.

Le locande risuonavano delle canzoni e delle storie di menestrelli e sbruffoni. Chi vantava d’esser uccisore di orchi faceva a gara con chi affermava d’aver ucciso manticore o tritoni. Tutti erano ansiosi di uccidere il drago e sposare la Principessa.

I menestrelli intonavano canzoni all’uccisore del Drago chiunque esso fosse come questa:

Con l’alto pennacchio bruciato dal soffio di fuoco

Con l’armatura scintillante ormai sbiadita il loro coraggio non cessa

Il cavaliere ardito e risoluto fronteggia il Drago come un avversario da poco

La paura non ha posto nel suo cuore colmo dell’amore per la Principessa

La mano non trema nell’attesa di affondare il colpo mortale

E l’ambito premio potranno reclamare

Venne il giorno della convocazione. Le trombe suonavano mentre il popolo si accalcava ai cancelli per osservare la parata dei cavalieri e vedere il Re e la Principessa.

A mezzogiorno in punto il Re e la Principessa Aurora si presentarono al balcone della reggia e si fece silenzio.

Uomini, cavalieri, cavalli, bambini e insetti trattennero il fiato. Persino i venditori di cibo rimasero muti, in attesa.

Il Re parlò loro del Drago che uccideva e depredava uomini e bestie nelle terre del Nord e presentò i coraggiosi cavalieri venuti per liberare il Regno e conquistare la mano della Principessa.

Aurora chiamò a sè i cavalieri uno ad uno e a ciascuno fece dono di un paio di calze di lana fatte ai ferri da lei stessa. Le calze erano fatte con il vello di una creatura magica chiamata Alpaca e li avrebbero protetti dal terribile freddo delle terre del Nord. Le Calze della Principessa erano talmente calde e talmente morbide che molti Cavalieri dissero che quel regalo da solo valeva il rischio di combattere il drago.

Quella sera i preparativi per la partenza divennero febbrili. I fabbri battevano instancabili per preparare armi e armature, i sarti cucivano drappi e bandiere dai colori smaglianti, i mercanti preparavano carri di vivande e ogni abitante della città non parlava d’altro che della spedizione per uccidere la bestia. I menestrelli nelle taverne cantavano canzoni di buon augurio, come questa

Drago terribile e spaventoso

Bruci i villaggi, divori e terrorizzi le genti.

Domani scoprirai che più non potrai

Cavalieri possenti dai cuori spavaldi, armi lucenti e piedi caldi ti stanno cercando

Fuggi finché sei in tempo

Apri le ali e fuggi

Perché il tuo tempo è finito

E la Principessa avrà in sposo il più grande degli eroi

E la spedizione partì. Tutto il popolo applaudì al passaggio degli intrepidi cavalieri che salutavano e promettevano di tornare con la testa e la coda del drago come trofei.

I giorni passarono lentamente, le donne erano di poche parole, gli uomini disertavano le taverne, tutti erano in attesa, ma dei Cavalieri e del Drago nessuno aveva notizie.

Un giorno, quando ormai anche i menestrelli dei bassifondi avevano smesso di cantare le ballate dei cavalieri dai calzettoni di lana ecco giungere un messaggero solitario dalla strada del Nord.

Venne portato al Castello e davanti al Re e alla Principessa cominciò a raccontare:

“Mio signore tutti i cavalieri mandati per catturare e uccidere il Drago hanno trovato la morte in battaglia. Come grandi e valorosi eroi hanno affrontato la Bestia ma nessuno ha avuto la meglio.”

“Dunque il Drago ancora vive? E dove si trova ora?” Chiese il Re.

“Sì, grande Re. Il Drago è vivo e si trova qui davanti a voi!”

A queste parole la Principessa Aurora si gettò tra le braccia del… Drago!

“Sono vivo grazie all’amore di Aurora e alle calze magiche che ha donato ai cavalieri grazie alle quali li ho potuti fiutare e sconfiggere. E ora, grande Re, sono qui per promettere la pace e chiederti la mano della Principessa.”

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