Aprile è di Moda

Aprile è stato il mese della Fashion Revolution, il mese in cui si parla di moda sostenibile, in cui apriamo l’armadio e leggiamo le etichette dei nostri capi, poi lo chiudiamo e non ci pensiamo più pronti a farci tentare dalle vetrine dei soliti grandi marchi che ci propongono magliette e camicette a bassissimo prezzo.

Così è la natura umana.

E pensare che basterebbe davvero poco per indurre i vari brand a cambiare le cose: si potrebbe riflettere prima di afferrare un capo o fare click su acquista. Infatti avete mai pensato a cosa vi mettete addosso ogni giorno dalle mutande alla giacca? Ma immagino che siate iper attenti invece a cosa mangiate, alla provenienza della verdura, della frutta e dell’uovo di gallina.

Se mettessimo la stessa attenzione anche nell’acquisto dei capi di abbigliamento faremmo già un passo avanti.

Fashion Revolution è un movimento nato dopo il crollo di un palazzo, il Rana Plaza in Bangladesh, il 24 aprile 2013. L’edificio di otto piani ospitava una banca, appartamenti, numerosi negozi e diverse fabbriche tessili. Alle prime avvisaglie del pericolo di crollo è stato dato l’avviso di non utilizzare l’edificio e la banca e i negozi sono stati chiusi. Ma ai lavoratori delle fabbriche tessili fu ordinato di tornare al lavoro proprio il giorno in cui il palazzo ha collassato. Morti e feriti furono centinaia.

Se volete sapere chi c’è dietro la vostra maglietta che non è stata creata con una bacchetta magica provate a vedere il famoso docufilm The true cost, controverso, duro, ma istruttivo, lo trovate su Netflix.

Se volete fare qualcosa prima di comprare chiedetevi se ne avete veramente bisogno, poi aprite l’armadio e siate creativi, sono certa che avete già tutto quel che vi serve basterà abbinarlo in un modo diverso dal solito, è la moda sostenibile che è già di moda!

Se avete bisogno di ispirazione seguite Camilla Mendini su youtube o su intagram vi darà spunti interessanti.

La prossima volta parliamo dei filati per i nostri maglioni e scialli perché dopo aver fatto attenzione a come sono tinti vi siete mai chiesti come è stato ottenuto il filato?

Un’ultima considerazione. Trovo ironico che la rivoluzione sia avere pochi capi nell’armadio utili per ogni stagione perché è così che era composto l’armadio dei nostri nonni e bisnonni.

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