Neuromante

Recensione di Neuromante di William Gibson Mondadori Editore

Estate tempo di letture rilassate, sotto l’ombrellone, in un bel prato o come noi in città la sera prima di dormire.

Vi avevo già parlato qui di una collezione di libri di fantascienza in uscita ogni settimana in edicola: Urania 70 Anni di Futuro e il libro che ho appena finito è il numero 5 della raccolta.

Neuromante di William Gibson scritto nel 1984 è un classico della fantascienza, è il libro dove per la prima volta è comparsa la parola cyberspazio, dove si parla di IA Intelligenza Artificiale, è il manifesto della letteratura cyberpunk.

Ma io non l’avevo mai letto.

Ho fatto fatica a seguire le trama, a immergermi nell’atmosfera, l’ho trovato persino noioso in certi punti. La storia è piuttosto semplice, la difficoltà è seguire i personaggi e il mondo che descrive. La cosa più semplice invece è stata immaginare di viaggiare nel cyberspazio.

Nel romanzo si parla di Intelligenze Artificiali che tramano e si evolvono, per fortuna non in modo così devastante per la razza umana come nel film Terminator uscito nello stesso anno del Neuromante, di innesti chirurgici che modificano il nostro corpo assecondando i nostri desideri.

Se non l’avete ancora letto ve lo consiglio per immergervi in un punto di vista decisamente diverso dal solito.

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