Le scoperte della Grecchi

Consigli di viaggio

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Ormai sarete tutti in viaggio o conterete i giorni che vi mancano alle vacanze, nel caso non aveste ancora ben chiaro dove andare potreste fare un salto in treno a Zurigo e visitare la stazione centrale.

Vi trovereste un enorme albero fatto all’uncinetto, si tratta di una grande installazione dall’artista concettuale brasialiano Ernesto Neto, realizzata in collaborazione con la Fondazione Beyeler: il GaiaMother Tree. Armatevi di stupore e meraviglia e provate a entrare in questa struttura per rilassarvi o per meditare, deve essere un’esperienza bellissima.

Se invece siete a casa e sognate le vostre ferie in autunno potreste segnarvi in agenda una visita alla Tate Modern di Londra in ottobre. Proprio in autunno infatti, dall’11 ottobre 2018 al 27 gennaio 2019 verrà presentata la prima grande retrospettiva inglese dedicata ad Anni Albers, artista tessile del Bauhaus.

Potrete vedere come l’artista sia riuscita a reinventare la tessitura a mano utilizzando forme e colori, è davvero molto interessante.

Io invece mi godo Torino che non è solo Fiat, ma anche e soprattutto musei, parchi, storia. Se non l’avete ancora fatto fateci un salto di sicuro non è come pensate.

 

 

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Battaglia dei cotoni riciclati: Kren di U/Knit

Ed eccomi con il primo dei cotoni che mi sono messa a testare.

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Come ho detto in un post precedente con l’arrivo del caldo la scelta di filati da lavorare si rinnova e nei negozi dei nostri fornitori abituali cominciamo a trovare cotone, lino, canapa e via di seguito. Fibre più fresche da indossare ma non sempre più semplici da lavorare rispetto alla nostra, o almeno alla mia, amata lana.

Anche in questo mercato la parola riciclo da alcuni anni sta diventando di uso comune soprattutto quando si parla di cotone e così ho pensato di provare alcuni di questi filati e di metterli a confronto.

Oggi vi parlo di Kren, di U/Knit, una casa di filati giovane che propone filati di buona qualità a dei prezzi accettabili. Kren è composto da 48% cotone, 47% poliestere e 5% altre fibre, è venduto in gomitoli da 50 grammi per 100 metri di filato.

Sul sito viene spiegato che si tratta di una fibra ricilata al 100% proveniente da jeans e capi in denim. I colori proposti sono quelli delle sfumature di blu e di nero.

Il filo è morbido, molto meno rigido rispetto ad altri cotoni, piacevole al tatto e un po’ lucido. Io ho la mano morbida così l’ho lavorato con i ferri del 4, sulla fascetta viene consigliato 4,5 -5.

Il filato scorre bene sui ferri, i punti restano ben definiti e il filo non si apre. Devo ammettere che mi è piaciuto molto lavorarlo.

Il capo realizzato, una maglia con un traforo sulla schiena,  è piacevole da indossare sulla pelle, leggero e mi è venuta voglia di farne un altro, magari un po’ più scollato da mettere alla sera.

Io l’ho lavato a mano, mi fido poco a usare la lavatrice con i capi che realizzo ai ferri, e non ha perso il colore.

Quindi promosso!

Ci vediamo alla prossima puntata con Prato Cotton di BettaKnit.

 

 

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La Cyclo Knitter Machine di George Barratt-Jones

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https://vimeo.com/user57282219

 

Dovete sapere che per buona parte della mia vita ho fatto la pendolare. Prima tra un paese della Brianza e Milano e poi tra Torino e Milano. Quindi ho una certa esperienza di viaggi in treno in ogni genere di condizione e di eterne attese ai binari soprattutto in pieno inverno quando ti si congelano le dita a tenere in mano il cellulare.

Trovo quindi geniale la trovata di George Barratt-Jones, studente di design, che in una stazione di Eindhoven ha piazzato una Cyclo Knitter: una macchina per maglieria ad alimentazione manuale che crea sciarpe in lana in cinque minuti.

Barratt-Jones spiega: “Immagina che sia pieno inverno e tu stai aspettando il treno, hai freddo e sei annoiato. Questa macchina a pedali ti riscalda permettendoti di fare movimento, ti permette di fare qualcosa mentre aspetti il treno, e alla fine ti resta una sciarpa gratis! Poi puoi decidere di tenerti la sciarpa o di regalarla a chi ne ha più bisogno.”

Niente male no?

La macchina è stata costruita come parte di un incarico di tessitura per la Design Academy di Eindhoven. Se volete saperne di più seguite questo link

Se invece volete conoscere meglio questo designer potete seguirlo su Vimeo e su Instagram.

Speriamo che dopo i pianoforti in stazione arrivino anche in Italia le Cyclo Knitter Machine!

 

 

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Cotoni riciclati

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Con il sospirato arrivo della bella stagione viene voglia di avere sui ferri qualcosa di leggero e che non si appiccichi alle mani sudate mentre si lavora con 30 gradi all’ombra, è il tempo del cotone, del lino e della canapa.

Anche le knitter sono attente all’ambiente e le case che producono filati se ne sono accorte infatti da alcuni anni ecco arrivare i cotoni riciclati.

Io non li avevo mai sperimentati e così ho deciso di provarli e di metterli a confronto.

Preciso che questa è una mia iniziativa nata un po’ per gioco, un po’ per obbligarmi a lavorare il cotone, che non è una delle mie fibre preferite lo ammetto.

Ne ho scelti tre dalle caratteristiche e spessore diversi e con ognuno ho realizzato una maglia.  Le caratteristiche che ho valutato sono:

come risponde il filato durante la lavorazione: se si apre, se è rigido, se è più adatto a punti semplici o complessi.

Il comfort una volta indossato il capo finito.

La resistenza al lavaggio.

I filati che ho scelto di provare sono: Prato Cotton di BettaKnit, Kren di U/Knit e Drops You 9 .

Nei prossimi post vi racconterò come è andata!

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Caramelle!

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Questo mese facciamo una pausa con torte e affini, niente ricette ma non per questo dobbiamo saltare la rubrica dedicata alla cucina!

Oggi vi parlo dell’attività di un’amica: Tania Peria e la sua Carmel Creations.

Avete mai provato a mordere una casetta di caramelle? O una deliziosa scarpina di cenerentola? Se siete curiosi di sapere l’effetto che fa dovete provare le creazioni dolci e salate di Tania.

Ho avuto il privilegio di essere tra le prime ad ammirare e assaggiare le sue casette di caramelle e biscotti. La prima volta che le ho viste ho pensato che era un’idea originale per riciclare gli avanzi dei biscotti, quelli che restano sempre sul fondo della scatola, o le praline avanzate da una festa. Piano piano sono diventate costruzioni più complicate: ville, alberi, castelli, sempre più ricchi di dettagli, così belli da vedere che mi spiaceva mangiarli!

Oltre al palato le creazioni di Tania soddisfano gli occhi e sono ideali per un dono fatto col cuore.

Se volete farvene un’idea vi consiglio di visitare la pagina collezioni del suo sito oppure la sua pagina Facebook.

Fatemi sapere se vi sono piaciute!

 

 

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Alien, non solo film

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Una delle mie passioni storiche è la fantascienza. Avevo dieci anni quando mio padre mi mise in mano il mio primo Urania, s’intitolava Dalle fogne di Chicago, di Theodore Lockard Thomas e Kate Wilhelm, titolo originale The Clone.

Ne avevo qualcuno in più, ma non molti quando è uscito al cinema Alien, il film di Ridley Scott. Da brava fan ho visto tutti i film della serie di cui salvo il primo e il secondo, ma quello che non sapevo era che esistessero anche i fumetti che raccontano storie ambientate nello stesso universo.

Al Salone del Libro ho scoperto la casa editrice che pubblica l’edizione italiana di questi fumetti, usciti negli anni Ottanta e Novanta, la SaldaPress e ovviamente ne ho preso qualcuno.

E così eccomi di nuovo nel tunnel dei fumetti perché le storie sono molto belle, non si trascinano per decine di numeri, ma si concludono in due, tre o sei numeri e le illustrazioni sono affascinanti.

Se volete provare il brivido di leggerne qualcuno potete cercarli in edicola o acquistarli direttamente sul loro sito.

 

 

Le scoperte della Grecchi

Oversize!

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Che ne pensate della lana gigante? Quando ero alle prime armi anni fa ho visto un video di una donna che lavorava un filato enorme con dei ferri enormi.

Ho pensato che fosse una delle tante stravaganze, ma recentemente mi sono accorta che la moda della lana gigante è tornata.

Certamente si lavora in fretta, con le mani o con i super ferri, che si possono anche costruire da sole con due aste in pvc ad esempio, e certamente si può fare di tutto basta avere la pazienza necessaria a gestire l’ingombro, dalle coperte, che vanno molto su etsy e in giro per la rete, a cardigan oversize, a tappeti.

Ci sono anche le stiliste di moda che si possono seguire come Anna Mo la regina dei filati giganti, potete trovarla su Etsy.

Se volte cimentarvi il problema è scovare la lana, ma vi viene in aiuto Betta Knit con il suo Big Hero Wool, da lavorare con ferri da 25 cm e oltre!

Certo anche il costo del filato ha il suo peso nella realizzazione di quesi capi giganti, ma penso che una knitter curiosa non si faccia fermare da niente!

Se volete saperne di più ho trovato questo articolo che esplora l’argomento.

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Mimetizzazione

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Forse non vi ho detto che se v’iscrivete alla news letter di Hoppipolla riceverete ogni settimana, di solito di venerdì, una serie di link delle cose più interessanti che hanno scovato in rete.

E così mi sono imbattuta in questo interessante progetto di Joseph Ford, fotografo, e della sua amica knitter Nina Dodd: la quintessenza della mimetizzazione attraverso il lavoro a maglia!

Il progetto si chiama Knitted Camouflage, Nina ha realizzato dei capi che una volta indossati si mimetizzano perfettamente con l’ambiente circostante, se avete voglia andate a dare un’occhiata sul sito è un’idea divertente e l’effetto è particolare, per non parlare della bravura di Nina!

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